sabato 26 marzo 2016

Perchè?

Salve. Mi chiamo Laura Pozzi. Ho deciso di aprire questo blog per poter esprimere apertamente i miei pensieri riguardo alla lettura “Il Nome della Rosa” di Umberto Eco. Questo racconto mi ha permesso di avere un’idea più chiara e completa della società medievale: essa viene ben dipinta dall'autore non solo in chiave religiosa, ma anche dal punto di vista culturale e geo-politico. Eco ha infatti inserito le vicende nel contesto storico della lotta per le investiture e della crisi spirituale del Papato; questa scelta si è rivelata strategica, poiché, grazie ai diversi elementi che si affiancano nel libro, si ha al termine della lettura una visione più unitaria e completa delle realtà e delle idee che caratterizzarono questo particolare periodo storico e del netto contrasto fra loro.
Terminata la lettura del “manoscritto” e superato quel momento di esaltazione che inebria il lettore, inizio questo percorso multimediale con l’obbiettivo di analizzare meglio e in maggior profondità alcuni aspetti della vita medievale presenti nell'opera. Mentre si è intenti a leggere il racconto, questi riferimenti vengono afferrati dalla mente, tuttavia non ci si sofferma subito perché si è presi dalla frenetica curiosità che i eventi narrati destano. Proprio per questo motivo bisogna prendere tempo dopo che si è finito il libro per riprendere quei richiami immagazzinati nella testa: solo dopo aver fatto ciò si può dire di conoscere quel libro, perché lo si è percorso nei suoi dettagli e nei suoi accenni reconditi; perché, insomma, solo dopo che si è fatto ciò quel testo avrà lasciato la sua impronta nell'animo.