Sono il punto di inizio di un percorso interiore, durante il quale sono anche guida, ma in questa veste assumono un ruolo particolare: i libri ci accompagnano nel nostro cammino senza avere una meta precisa, uno scopo definito. Trovare il fine è, infatti, parte del viaggio stesso, perché esso si trova solamente nell'animo del lettore; ogni libro deve adattarsi ad ogni possessore, prendendo un significato diverso per ciascuna persona.
Leggere un libro significa salire verso una cima, come il sentiero che Adso e Guglielmo percorrono per giungere all'Abbazia; quest’ascesa comporta un'elevazione interiore, la quale finisce però per condizionare anche il modo di vedere la realtà che ci circonda.

“Il Nome della Rosa” è stato la partenza di questa riflessione, di cui ha costituito anche il fulcro e che ha permesso di osservare la realtà con occhi diversi e più profondi. Ma sarà questa la vista dalla cima?? Chi lo può dire? In fondo, la vita è un’enorme biblioteca, un intricato labirinto del quale non sempre si è destinati a comprenderne il disegno.





