Il fatto che la biblioteca sia un labirinto rappresenta
il concetto che l’uomo medievale aveva del mondo. Questa parte dell’Edificio è
organizzata secondo aree geografiche, con le quali si identificano gli stili e
le influenze che si sono riferite ad esse. La biblioteca diventa quindi anche
immagine dello scibile umano, una mappa delle conoscenze profondamente legata
all’ordine divino grazie alla simbologia medievale e ai suoi significati
allegorici e anagogici. Questa concezione della realtà è ripresa nelle forme in
cui si struttura la biblioteca e nei messaggi cristiani di cui essa è pervasa,
prime fra tutti le frasi dell’Apocalisse di Giovanni sugli archi delle porte,
che testimoniano una visione del presente e soprattutto del futuro in chiave
cristiana, secondo le Sacre Scritture. La connessione biblioteca-labirinto
diventa così espressione anche del sentimento che doveva provare l’uomo
medievale di fronte alla vastità dell’universo; va infatti considerato che il
Medioevo fu un periodo in cui gli spostamenti erano molto lenti, si tendeva a a
vivere sempre nella stessa area geografica. La scoperta del diverso era
affidata infatti ai libri, ai racconti e
alle testimonianze, ai disegni. Il risultato era un’immagine stereotipata del
diverso veicolata dalla Chiesa, che deteneva il controllo dell’unica fonte di
sapere del tempo: i libri.

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