
Le vicende del romanzo sono ambientate durante la lotta delle investiture, che vide a capo delle due fazioni Papa Bonifacio VIII e l’imperatore tedesco Ludovico il Bavaro. Questo contesto storico non solo fa da sfondo alle vicende, ma costituisce anche il fondamento su cui si basa la figura dell’Abate
Abbone. Nella vita del monastero egli non è solamente il capo spirituale, ma anche un’autorità politica e amministrativa sia verso i religiosi, sia verso il contado della zona. Il potere dell'Abate è incontrastato all’interno delle mure del monastero, che costituisce una comunità indipendente con
una propria articolata organizzazione della vita e delle mansioni quotidiane; da un lato Abbone è orgoglioso del fatto che il suo monastero sia stato scelto come luogo di incontro delle delegazioni, tuttavia i recenti avvenimenti rischiano di compromettere la sua superiorità e il suo potere durante gli accordi. Abbone teme qualunque cosa possa compromettere la sua posizione; infatti, pur insistendo
con Guglielmo affinché risolva in fretta il mistero, si astiene comunque dal rivelare i segreti dell'abbazia, utili per lo scioglimento del caso, nel tentativo di dimostrare e proteggere il proprio potere. Le due delegazioni sono un ulteriore dimostrazione della valenza politica della religione durante il Medioevo: il Pontefice era un’autorità politica al pari dell’Imperatore e i religiosi si fanno intermediari fra queste due realtà temporali, ponendosi al centro di dibattiti e scontri politici.
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